lunedì 7 aprile 2008

Il primo incontro

MARCO
Era il 10 giugno di 3 anni fa e faceva un caldo terribilmene appiccicoso quando per la prima volta incontrai il il mio angelo...
Verso le 3 del pomeriggio decisi di uscire da casa per prendere il solito gelato al bar più vicino a casa mia, quello che ormai da 2 anni era la tappa fissa dell mie noiose giornate estive ad Ercolano (NA). Perdonatemi, non mi sono neanche presentato... mi chiamo Marco, ho diciotto anni (allora ne avevo 15), sono alto, fisico asciutto, capelli biondi ed occhi verdi. Ma torniamo a noi, al nostro 10 di giugno e al nostro bar. Una volta preso il gelato mi incamminai per consumarlo, come ogni giorno, al campetto che separava casa mia dalle scuole. Mi misi seduto su un'altalena e cominciai a dondolarmi, mentre consumavo il gelato al limone... niente di più rilassante! Ad un tratto i miei occhi caddero su una sagoma che si avvicinava allo scivolo; dappima non le diedi importanza, poi, per curosità, mi voltai a guardare chi fosse... i miei occhi rimasero incantati nel vedere la creatura più bella che avessero mai visto. Era un ragazzo che sembrava avere più o meno la mia stessa età, dagli occhi azzurri che sembravano risplendere più del sole stesso, contornati da una chioma nerissima col taglio alla Zac Efron. Si, ma lui non era Zac Efron... nei suoi movimenti c'era un che d'innocente e maldestro, che lo rendeva ancora più bello. Ad un tratto mi guardò, probabilmente si accorse che lo stavo fissando, così mi girai dall'altra parte ad ammirare i pini del campetto. Ad un tratto pensai che doveva essere uno di quelli che cambiano una ragazza al giorno, che fanno i duri ed odiano la scuola. Mi girai di nuovo e con mia grande sorpresa aveva aperto un libro, probabilmente un romanzo dato lo spessore. Guardal'orologio, erano le 3 e mezza... alle 4 avevo gli allenamenti di pallone e dovevo anche passare da Giorgio, il mio migliore amico, per prendere degli appunti. Di corsa mi alzai dall'altalena e presi a correre verso casa di giorgio, ma dalla foga inciampai su una pietra. L'urto con la breccia mi fece malissimo e mi scappò un grido, seguito da un "Cazzo" di rabbia. Il ragazzo seduto si alzo e venne verso di me, probabilmente per soccorrermi. Lo vidi avvicinarsi da vicino sembrava ancora più bello. Mi allungò la mano, non ci potevo credere... La strinsi e riuscii ad alzarmi. Tutto ciò che riuscì asapparmi fu un "grazie" balbettato e confuso.
- figurati, e di che!- disse lui più disinvolto di me.
Poi presi l'iniziativa e mi presentai.
Si presentò anche lui... Si chiamava Tommaso e si era trasferito da appena un mese li ad Ercolano. Alle 3 e 45 mi accorsi che non c'era più tempo per andare a prendere gli appunti da Giorgio, ma non m'importava, quel giorno il sole sembrava più bello!
TOMMASO
Era il 10 luglio di 3 anni fa e faceva un caldo terribilmente appiccicoso quando per la prima volta incontrai il mio angelo...
Erano le 2 e mezzo del pomeriggio ed ero alla vecchia baracca ad aspettare Luca. Ad un tratto sentii un rumore sordo di passi e capii che era lui. Mi salutò, le dissi:
- Allora, l'hai portato?
- Si- rispose sicuro estraendo il preservativo dalla tasca
- E i soldi?- chiesi di nuovo insistente
- eccoteli- mi disse seccato lanciandomi 10 euro
Li misi nella borsa gelosamente, poi comincia a spogliarmi. Iniziai a spogliare anche Luca, prima la maglietta, poi i calzoni ed infine i boxer bianchi firmati D&G. Il suo membro ancora molle emanava l'odore del sesso! Mi abbassai e lo presi in bocca. Piano piano si fece più duro... avevamo fretta, dovevamo sbrigarci; gli infilai il preservativo con fugacità, poi mi appoggiai al vecchio letto della baracca, a gattoni. Sentivo il respiro affannoso di Luca dietro di me, poi una mano calda massaggiarmi le natiche e l'apertura del mio sedere. Un dito si infilò dentro di me, gli porsi il lubrificante. Ad un tratto sentii il suo pene farsi strada dentro di me, centimetro dopo centimetro, fino ad entrare tutto. Inizialmente provavo dolore, ma la sensazione ormai non era nuova. Sentivo scorrere il suo grosso membro dentro il mio sfintere, prima piano, poi sempe più veloce. Cinque minuti dopo sentii estrarre il pene dal mio corpo e vidi che si sfilava il preservativo. Mi abbassai e presi a leccare il glande, umido e caldissimo... un getto di caldo mi invase la gola, già il terzo per quella giornata. Ci rivestimmo di fretta e ci salutammo.
Si, vendevo il mio corpo. A casa ce la passavamo malissimo; io riportavo a casa 40-50 euro al giorno vendendo me stesso. I miei pensavano che spacciassi, e a loro stava bene. Come ho detto ce la passavamo molto male. A volte mi sentivo uno schifo, a volte mi sentivo bene perchè potevo aiutare mamma e papà. La mia non era una vita facile.
Mi incamminai verso il campetto affannosamente per rimanere finalmete solo col mio romanzo, col mio silezio. Seduto sull'altalena vidi l'essere più bello che io avessi mai visto. Era un ragazzo biondo, alto, con degl'occhi verdi che tanto emanavano tranquillità e serenità. Mi misi non troppo lontano da lui per osservarlo meglio. Mangiava un gelato e dondolava spensierato sull'altalena. Si accorse che lo stavo osservando e mi girai, tornando al mio romanzo. Avevo ancora addosso l'odore del sesso, mi sentivo sporco dentro, mi sentivo di non meritare neanche di essere suo amico. Avevo ancora lo sfintere lubrifcato e questo mi dava un bruciore tremendo. Ad un tratto il biondino si alzò, poi sentii un tonfo. Era caduto. Quale occasione migliore per conoscerlo?
Andai di fretta da lui per soccorerlo e l porsi la mano. Ci presentammo, ma poco dopo dovette andaresene. Ero di nuovo solo ma non m'importava. Quel giorno il sole sembrava più bello!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie della visita, molto belle anche le descrizioni del vostro incontro, molto poetiche.

Se vi interessasse uno scambio di link sono a vostra disposizione...